06/10/14

Energia. Greenpeace a Ministri Ue: le rinnovabili sono...


Al 2030 -55% co2, 45% da fer e +40% efficienza. no sblocca italia

Questa mattina a Milano, in occasione del Consiglio informale dei ministri Ue per l'Energia e l'Ambiente, Greenpeace è entrata in azione per lanciare un messaggio a tutti i leader riuniti per discutere il futuro energetico dell'Europa. Attivisti dell'associazione, provenienti da Germania, Francia, Austria e Italia, hanno aperto un enorme striscione, proprio davanti ai ministri, con il messaggio: 'People want renewables and energy efficiency' (Le persone vogliono rinnovabili ed efficienza energetica).
"Abbiamo voluto dire chiaramente a tutti i ministri europei riuniti oggi: è tempo di dare ascolto ai cittadini, non alle lobby delle fonti fossili e alle grandi industrie energetiche che da anni inquinano questo pianeta e scaricano i costi delle loro attivita' sui cittadini spiega Luca Iacoboni, responsabile Campagna Clima e Energia di Greenpeace Italia in Europa e in Italia diversi sondaggi hanno dimostrato che oltre l'80% dei cittadini considera il cambiamento climatico un problema urgente e vuole che si punti su rinnovabili ed efficienza energetica, abbandonando le fonti fossili, in primis carbone e petrolio". I 28 ministri Ue hanno ricevuto il "messaggio di benvenuto" di Greenpeace appena prima dell'inizio della riunione, l'ultima prevista prima del Consiglio Europeo del 23-24 ottobre in cui ci si attende che i Capi di Stato e di Governo europei prendano una decisione definitiva sugli obiettivi comunitari al 2030 in tema di clima e energia.

L'Italia, Presidente di turno dell'UE, gioca un ruolo fondamentale in questa fase in cui verrà deciso il futuro, non solo energetico, dell'Europa. "I segnali ricevuti finora non sono positivi: il governo Renzi sta dimostrando di voler puntare sul passato, preferendo trivellare i nostri mari piuttosto che puntare su efficienza energetica e rinnovabili, settori a forte innovazione tecnologica e che permetterebbero la creazione di migliaia di posti di lavoro ed indotto per l'economia", continua Luca Iacoboni, responsabile Campagna Clima e Energia di Greenpeace Italia. In tutto ciò, il presidente del Consiglio, durante l'assemblea Onu di New York, ha affermato che fermare i cambiamenti climatici è la sfida del nostro tempo. "Se pensa di farlo attaccando le rinnovabili e trivellando i mari italiani, come previsto dal decreto Sblocca Italia, sta decisamente sbagliando strategia- avverte Iacoboni e a pagarne le conseguenze saranno, come sempre, i cittadini". Greenpeace chiede l'adozione di tre obiettivi vincolanti al 2030, per il taglio del 55% delle emissioni di CO2, il 45% di energia da fonti rinnovabili ed il 40% di incremento dell'efficienza energetica. Questa "e' l'unica strada per fermare il cambiamento climatico e, contemporaneamente, diminuire la dipendenza energetica dell'Europa da costose importazioni di combustibili fossili", conclude l'associazione.

(DIRE)

Nessun commento: