29/09/14

‘Quattro giornate per l’Ambiente’ a Napoli: la giustizia morbida con chi ci avvelena

 Ieri si è svolta la prima giornata della prima edizione delle quattro giornate dell’ambiente e della salute a Napoli. Ritengo importante riportare alcune delle considerazioni che sono state fatte nel corso della riunione.

E’ stata una decisione quasi profetica, frutto di una lettura attenta dei “segni dei tempi” come da anni i Medici dell’Ambiente sezione di Napoli dimostrano di sapere fare, quella di istituire a partire da quest’anno la prima giornata delle 4 Giornate dell’Ambiente e della Salute di Napoli, che in prima giornata è stata dedicata alla valutazione dello stato del monitoraggio della qualità dell’aria a Napoli e in Campania.
Relatore principale, il Dr Carlo Schiattarella si è confrontato sui dati disponibili con il dr Antonio Onorati dell’Arpa Campania, in particolare sulle modalità di raccolta e diffusione dei dati sulla qualità dell’aria da parte di Arpa Campania.
E’ importante sottolineare i punti di convergenza sulle criticità riscontrate: l’insufficiente rete di monitoraggio regionale, sia per quantità che per operatività delle centraline, e la carente reportistica del sito Arpa regionale, al momento non sviluppato ancora secondo criteri e con tecniche in grado di consentire la migliore e trasparente fruibilità dei dati da parte di tutti i cittadini interessati.
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Vivace ma costruttiva la discussione con i Comitati presenti in particolare per conto della Città di Acerra che ospita il maxi inceneritore regionale, da solo pari a circa 7 degli 8 inceneritori emiliani. E’ stato riconosciuto che Acerra necessita di un impegno aggiuntivo regionale sia per quantità che qualità delle centraline che ancora non coprono in modo sufficiente l’intera area da monitorare.

Proprio ieri, ed in tema di tutela della qualità dell’aria a Napoli, avendo appreso della probabile sospensione del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, credo sia mio dovere ringraziare il sindaco per l’impegno assunto (e mantenuto) nel non avere permesso la costruzione sul territorio comunale del secondo maxi inceneritore cittadino che avrebbe determinato, nella sola area metropolitana di Napoli, la contemporanea attività di ben 15 inceneritori equivalenti emiliani.

Un vergognoso e criminale eccesso finalizzato solo a legalizzare l’incenerimento non già di rifiuti urbani ma della quota di rifiuti speciali, industriali e tossici prodotti in regime di evasione fiscale che oggi a Napoli raggiunge e supera di gran lunga la quota prodotta di rifiuti urbani e che cerca tutte le strade, dai roghi tossici ai maxi inceneritori, per sovrapporsi ai rifiuti urbani allo scopo di non consentire la individuazione del lavoro in nero.

In questi anni di governo comunale devo pur registrare, come Isde Medici Ambiente Napoli, una carenza di un dialogo tecnico diretto, costruttivo efficace e costante con l’amministrazione comunale, ma ritengo importante associarmi  a quanto dichiarato dai Magistrati della Procura Antimafia Roberti e Pennisi pochi giorni fa (Convegno Polieco, Ischia NA, 19 e 20 settembre 2014).

Le leggi e le sentenze vanno rispettate in quanto tali, anche se ingiuste, ma è anche mio dovere fare rilevare come tutti i partiti politici ed i media operanti sia a livello locale che nazionale, sono impegnati in una gravissima azione di “distrazione di massa”, in un eccesso strabordante di considerazioni politiche ed etiche sul rispetto della Legge Severino che obbliga alla sospensione di un sindaco in caso di abuso di ufficio.

Nessun Partito Politico, nessun giornale o tv o opinionista politico, fa infatti notare quanto sia gravissima e schizofrenica la realtà delle leggi dello Stato italiano di oggi, di fatto governato non da partiti con ideologie di riferimento ma da partiti con proprie lobby di affari di riferimento, che sospende un sindaco dalle sue funzioni per abuso di ufficio dopo una condanna penale di primo grado, ma permette a tutte le ditte criminali che hanno avvelenato l’Italia intera e la Campania in particolare, di continuare serenamente ad operare, senza alcuna sospensione di attività, pur in presenza di condanne penali di primo grado per disastro ambientale ed avvelenamento accertato di regioni intere come la Campania!

Questa è la ennesima conferma che in Italia oggi si legifera non già per tutelare i cittadini italiani, ma per tutelare in via prioritaria il “delitto di impresa”, come lo ha definito il Magistrato Roberti.

Noi Medici dell’Ambiente di Napoli e della Campania, profeticamente, abbiamo quindi istituito e siamo partiti con la prima edizione delle 4 Giornate dell’Ambiente e della Salute di Napoli, per ricordare a tutti i cittadini napoletani, campani ma anche italiani, che un impegno aggiuntivo di lotta civile a tutela dell’Ambiente e della Salute pubblica, con un controllo critico ma costruttivo nei confronti delle Istituzioni Responsabili, oggi, come nel settembre del 1943 a Napoli, risulta indispensabile.

Noi napoletani abbiamo una storia di cui andare orgogliosi. Vogliamo ancora un presente ed un futuro di cui essere orgogliosi e da trasmettere ai nostri figli.

di Antonio Marfella

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